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17 Scudetti
1909/10; 1919/20; 1929/30; 1937/38; 1939/40; 1952/53; 1953/54; 1962/63; 1964/65; 1965/66; 1970/71; 1979/80; 1988/89; 2005/06; 2006/07; 2007/08; 2008/09
2 Coppe dei Campioni
1963/64; 1964/65;
2 Coppe Intercontinentali
1964; 1965;
3 Coppe UEFA
1990/91; 1993/94; 1997/98;
5 Coppe Italia
1938/39; 1977/78; 1981/82; 2004/05; 2005/06;
4 Supercoppe Italiane
1989; 2005; 2006; 2008;


Prossima Partita»

Domenica 24/05/09 ore 15:00
Campionato: Cagliari-INTER

Nerazzurri in rete»

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Credits»

Si ringrazia RocketPanda per la realizzazione del template di questo blog.

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Riflettori su:
Scritto da enzuccio92, domenica, 30 novembre 2008 alle 14:35
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EZEQUIEL IVAN LAVEZZI


Ezquiel Ivan Lavezzi
è nato il 3 Maggio 1985 a Villa Gobernador Gálvez in Argentina ed è un calciatore argentino di origine italiana che gioca nel ruolo di attaccante nel Napoli.

Ambidestro, gioca come attaccante, preferibilmente da seconda punta.

Inserito nelle giovanili del Boca Juniors, Lavezzi abbandona da adolescente il calcio dopo dei dissidi con il Club, società che ne detiene il cartellino, e segue il fratello lavorando come elettricista.

Tuttavia, arriva in prova alla Fermana del presidente Battaglioni, ma non venne ingaggiato per problemi burocratici legati al suo passaporto da extracomunitario. Riprende così a giocare nell'Estudiantes di Buenos Aires in Terza Divisione, segnando diciassette gol in trentanove presenze nel 2004.

Al termine del campionato, viene ingaggiato dal Genoa, impegnato in Serie B, che decide di lasciarlo per un anno in prestito al San Lorenzo, dove peraltro realizza nove gol in ventinove presenze. Nell'estate del 2005 il Genoa lo richiama in vista della stagione da disputare nella Serie A appena riconquistata.

In maglia rossoblu, fa il suo esordio, da titolare con maglia numero dieci, il 23 luglio 2005 nella vittoriosa amichevole contro il Val Stubai, gioca altre due gare (contro Olympiakos e Carrarese), ma un illecito sportivo relega il club ligure in Serie C1 e Lavezzi, dopo solo un mese in maglia rossoblu, fa ritorno in Argentina dove il San Lorenzo acquista definitivamente il suo cartellino. Con la maglia del club del quartiere Buenos Aires continua ad offrire prestazioni di alto livello e conquista il Campionato di calcio argentino di Clausura del 2007 e guida il San Lorenzo fino ai quarti di finale della Coppa Sudamericana proponendosi come assoluto protagonista. In questi due anni con il San Lorenzo Lavezzi realizza sedici gol in cinquantacinque presenze.

Il 5 luglio 2007 passa al Napoli (coincidenza: è stato acquistato precisamente dopo ventitré anni dalla presentazione di Diego Armando Maradona, datata 5 luglio 1984), firmando un contratto di cinque anni, successivamente prolungato fino al 2013.

Il 18 agosto 2007, alla sua seconda partita ufficiale italiana con la maglia del Napoli, realizza una tripletta durante una partita di Coppa Italia contro il Pisa, la prima tripletta realizzata da un giocatore del Napoli dopo quattordici anni. In campionato la sua prima rete arriva alla seconda giornata nella vittoriosa trasferta di Udine, mentre la prima in campionato al San Paolo arriva contro la Reggina il 4 novembre. Conclude la sua prima stagione in Serie A con 8 gol in 35 partite, contribuendo in maniera decisiva alla qualificazione del Napoli verso la Coppa Intertoto.

Segna la sua prima rete europea il 28 agosto 2008 contro il KS Vllaznia. Il 23 novembre 2008, nel match casalingo contro il Cagliari, realizza il suo primo gol su punizione con la maglia del Napoli.

A Napoli è come un dio, non so se la gente lo ama come amava Maradona, ma sicuramente tutte le speranze dei tifosi partenopei posano su di lui. (
qui e qui 2 canzoni dedicate a lui, per farvi capire quanto è amato qui a Napoli) E' il giocatore perfetto per Napoli, un giocatore che trascina la platea ( già di per sè calda) di Napoli, con giocate da vero funambolo, è un ottimo giocatore, non so se in squadre come Milan, Inter e Juve renderebbe come rende qui a Napoli, ma sicuramente è il calciatore che in questo Napoli può fare la differenza... quindi oggi come non mai attenti a...

EZEQUIEL LAVEZZI!!





Inter-Napoli: pre-partita
Scritto da SNIS, sabato, 29 novembre 2008 alle 09:45
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Altro giro altra corsa e così, dopo la brutta sconfitta patita in Champions, in campionato l'avversario di domani sarà il Napoli.

I partenopei arrivano alla sfida di S.Siro dopo l'inaspettato pareggio interno col Cagliari e dalle dichiarazioni pre-gara si intuisce che gli uomini di Reja si presenteranno a Milano con tutte le intenzioni di riscattare il passo falso di domenica scorsa. Tra gli azzurri gli osservati speciali saranno Lavezzi e Hamsik, due pedine fondamentali per la squadra napoletana, ma attenzione anche a Maggio e Zalayeta, quest'ultimo autore del gol vittoria nella partita di anno scorso disputata al S.Paolo.

Per quanto riguarda l'Inter invece si attendono ancora le convocazioni, ma a parte gli infortuanti storici tutti gli altri giocatori dovrebbero essere a disposizione di Mourinho. La fitta nevicata di ieri ha obbligato il mister a svolgere l'allenamento al coperto, quindi sino alla conferenza stampa di oggi non ci saranno indicazioni sui probabili undici titolari. In difesa la coppia centrale sarà sicuramente formata da Cordoba e Samuel, con Maxwell e Maicon sugli esterni. A centrocampo, data per scontata la presenza di Zanetti e Cambiasso, saranno in tanti a contendersi le altre due maglie disponibili. Stessa situazione in avanti, per quello che riguarda la sceta del partner dell'inamovibile Ibrahimovic. Proviamo quindi ad indovinare il possibile undici che scenderà in campo: Julio Cesar, Maicon, Cordoba, Samuel, Maxwell, Cambiasso, Zanetti, Muntari, Mancini, Ibrahimovic, Cruz.  





Dopopartita: Inter-Panathinaikos 0-1
Scritto da MarkSlot, venerdì, 28 novembre 2008 alle 13:06
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Se cercate una squadra che sia in grado di qualificarsi agli ottavi di Champions perdendo la gara decisiva, e passate per Milano, l'avete trovata.

L'Inter di mercoledì sera è stata abilissima nel prendere gol in una delle pochissime occasioni concesse ai greci, ed altrettanto scaltra nel non creare praticamente alcun pericolo alla porta ellenica.

Da questa analisi si devono però eccettuare un tentativo di pallonetto acrobatico di Ibra, ed un palo preso da Adriano in avvio di gara. Occasioni, queste, che davano l'illusione che la partita si sarebbe potuta mettere meglio.

Concedere una rete così ci può stare. Smettere di creare palle-gol, non reagire sullo 0-1 e assaltare l'area avversaria solo negli ultimi 4 minuti, evidentemente, no.

Sono quelle gare in cui, solitamente, dico che ci sarà qualcosa da imparare. A dirlo prima di me c'è stato lo Special One, che rispondeva ad un Moratti deluso (aveva parlato di "gara da dimenticare"). Ricordarsi di una sconfitta evitabile non farà che bene, specie se viene dopo una grande partita come quella contro la Juventus. Servirà a mantenere i piedi per terra, ad ottenere ogni volta la giusta concentrazione, a tenere sempre presente che, quando si è così forti, ma soprattutto quando si è l'Inter, il peggiore nemico è sempre in se stessi.

Mourinho l'aveva capito subito: "Non temo i greci, solo l'Inter. Ho paura che dopo la vittoria con la Juve si possa avere un calo di concentrazione".

La faccia del mister dopo la partita diceva una sola cosa: "Come detesto avere sempre ragione".





Inter-Panathinaikos 0-1: le pagelle
Scritto da SNIS, giovedì, 27 novembre 2008 alle 21:27
Categorie: pagelle | permalink
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Julio Cesar: 6 - Praticamente inoperoso per tutto il match, subisce il gol dopo un difficile intervento su un'incornata ravvicinata.
Maicon: 6 - Parte bene, poi cala alla distanza. Nel secondo tempo si propone, ma sbaglia la misura di molti traversoni.
Cordoba: 6 - Anche lui si limita all'ordinaria amministrazione, senza mai dover compiere interventi di rilievo.
Materazzi: 6,5 - Ci mette tanta grinta, cercando e trovando spesso l'anticipo. Come al solito vince quasi tutti i duelli aerei.
Maxwell: 6 - Anche per lui una prova diligente, anche se lascia molto a desiderare in fase di spinta.
Cambiasso: 6,5 - Anche lui si conferma tra i migliori, dettando i tempi e fermando sul nascere le iniziative elleniche.
Zanetti: 6 - Ci mette come al solito tanto impegno, ma non ripete la brillante prestazione offerta contro la Juve.
Muntari: 5 - Partita opaca, con pochi spunti e molti errori.
Figo: 4,5 - Al rientro da titolare dopo l'infortunio, non entra mai in partita, risultando lento e prevedibile.
Adriano: 5 - Anche lui poco incisivo, non riesce mai ad essere pericoloso. Nel primo tempo spreca malamente una buona opportunità. Nel secondo non riesce a sfruttare due buoni cross.
Ibrahimovic: 5,5 - Tanto movimento, ma stavolta il Genio risulta molto meno incisivo.
Quaresma: 6,5 - Rileva Figo ed ha subito un buon impatto sul match. Salta spesso l'uomo e si propone al cross. Guadagna molti calci piazzati, purtroppo mal sfruttati dai nostri avanti.
Cruz: 6 - Il più pericoloso dei nostri. Entra sul finire di match e si rende protagonista con un colpo di testa sventato dal portiere avversario e una conclusione di poco alta sulla sirena, che avrebbe tolto di nuovo le castagne dal fuoco.
Balotelli: 5,5 - Da lui ci si aspetta di più. Si muove abbastanza, ma non riesce ad incidere sull'andamento del match.




Riflettori su:
Scritto da enzuccio92, mercoledì, 26 novembre 2008 alle 20:19
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Giorgios Karagounis

Giorgios Karagounis
è nato a Pirgos il 6 Marzo 1977 è un calciatore greco che gioca come centrocampista nel Panathinaikos. È alto 176 cm e pesa 74 kg.

Esordisce con la maglia dell'Apollon Atene nel campionato 1996-97 segnando 2 gol in 31 partite; rimane nel club di Atene anche l'anno dopo segnando 7 gol in 24 presenze. A questo punto viene acquistato dal Panathinaikos, squadra in cui era cresciuto, in cui resta per ben 5 anni, fino all'estate del 2003, mettendo a segno 25 gol.

Viene notato dagli osservatori dell'Inter, che lo portano in Italia dove resta fino al 2005, facendo spesso panchina, nonostante facesse parte della rosa della nazionale greca vincitrice all'Europeo 2004.

Nel 2005 viene venduto al Benfica, formazione portoghese dove rimane fino alla stagione 2006-2007, prima di tornare in Grecia, di nuovo al Panathinaikos.

In nazionale esordisce il 28 agosto 1998, contro la selezione di El Salvador; è stato uno dei principali artefici della vittoria della formazione ellenica agli europei del 2004, vinti sconfiggendo in finale il Portogallo.

Anche se "Zorba" non fu quasi mai decisivo e risolutore per l'Inter, è un giocatore che mi è molto simpatico, però stasera deve farsi i cazzi suoi! Avrà il dente avvelenato?? chi lo sa, quindi massima attenzione a...

KARAGOUNIS!!





Inter-Panathinaikos: pre-partita
Scritto da SNIS, mercoledì, 26 novembre 2008 alle 14:40
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Neanche il tempo di gustarsi la bellissima vittoria contro la Juventus ed è già tempo di Champions League.

A S.Siro arriva il Panathinaikos, nelle cui fila milita l'ex Giorgios Karagounis. I greci, in attesa di sapere il risultato dell'altra partita del girone, hanno bisogno almeno di un pari per potersi poi giocare la qualificazione nell'ultima partita interna contro l'Anorthosis. Ci si aspetta quindi una squadra chiusa e pronta a ripartire in contropiede.

L'Inter invece con un punto avrebbe la certezza della qualificazione, ma con una vittoria otterrebbe matematicamente il primo posto nel girone. Quindi l'occasione è propizia per chiudere i giochi, in modo da potersi così concentrare esclusivamente sul campionato sino a fine febbraio. Anche stavolta Mourinho ha ampia disponibilità di scelta nella rosa, con tante possibili opzioni. L'undici che scenderà in campo potrebbe essere questo: Julio Cesar, Maicon, Cordoba, Materazzi, Maxwell, Cambiasso, Zanetti, Stankovic, Mancini, Ibrahimovic, Balotelli. 





Inter-Juventus 1-0: le pagelle
Scritto da SNIS, mercoledì, 26 novembre 2008 alle 09:09
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Julio Cesar: 6,5 - Viene chiamato in causa solo due volte e si fa trovare pronto. Nel primo tempo neutralizza con facilità un tiro dalla distanza e nel secondo tempo compie un grande intervento su colpo di testa di Del Piero, impedendo alla Juve di pareggiare.

Maicon: 6 - Nel post-partita ammetterà di essere stato stanco a causa dei tanti impegni ravvicinati e soprattutto per l'ennesimo viaggio intercontinentale. Effettivamente la sua prova è leggermente sottotono rispetto al solito, ma alla fine risulta efficace sia in zona d'attacco che soprattutto in fase difensiva.

Samuel: 7 - Altra prestazione impressionante. Guida la difesa con maestria, vincendo tutti i duelli con gli avversari senza concedere nulla.

Materazzi: 7 - Sui palloni alti è il dominatore incontrastato. Vince alla grande il duello con Amauri, con interventi sempre puliti. Spende su Del Piero l'unico fallo che gli costa la sacrosanta ammonizione.

Maxwell 6 - Altra prova in chiaroscuro, ma alla fine anche lui strappa la sufficienza. Attendiamo sempre di vederlo tornare ai suoi soliti standard.

Cambiasso: 7 - Nonostante la notte insonne passata in ospedale in attesa della nascita della figlia (auguri!), il Cuchu non tradisce le attese e sfodera una prestazione da campione. Importantissimo il suo lavoro in fase difensiva, dove raddoppia costantemente sugli avversari, recuperando palla per far ripartire l'azione. Riesce nell'impresa di non commettere fallo al limite, evitando insidiosi calci di punizione.

Zanetti: 6,5 - Come al solito tanta quantità, stavolta però unita ad ottima qualità. Stravince il duello con Nedved, praticamente annullato ogni qual volta cerca l'affondo. Poi tanta corsa e tantissima grinta.

Stankovic: 7 - Stavolta il Drago non delude e sfodera una prestazione fantastica. In mezzo al campo è immenso, sia in fase difensiva che in fase offensiva. Importantissimi i suoi inserimenti e le sue aperture per gli attaccanti.

Muntari: 6 - Tanta corsa, ma anche tanti errori. E' stranamente impreciso, ma ha il merito di trovarsi al posto giusto a momento giusto sull'azione del gol vittoria, nonostante la sua conclusione non sia proprio da cineteca.

Adriano: 6,5 - Finalmente tonico, si impegna e lotta sino allo stremo. Vince spesso i duelli con i centrali bianconeri, a dimostrazione che forse, più che un problema di forma fisica, il suo rimane un problema di forma mentale.

Ibrahoimovic: 6,5 - Anche lui fa un gran lavoro, giocando sul filo del fuorigioco e ingaggiando duelli con Legrottaglie e Chiellini. Alcuni spunti sono pregevolissimi, ma quei due errori davanti al portiere pesano come un macigno sul suo voto. Da una sua conlcusione sbagliata scaturisce  il gol di Muntari.

Cruz: S.V. - Rileva Adriano e nei pochi minuti in campo si prodiga in copertura.

Burdisso: S.V. - Uno scampolo di partita a rinforzo degli ormeggi.

Vieirà: S.V. - Più che altro il suo ingresso serve a concedere la standing ovation a Muntari.





Dopopartita: Inter-Juventus 1-0
Scritto da MarkSlot, lunedì, 24 novembre 2008 alle 11:03
Categorie: dopopartita | permalink
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Questo articolo arriva quando, ormai, sul cosiddetto Derby d'Italia è stato scritto di tutto e di più.

La sintesi migliore arriva da Moratti: "non c'è stata partita". Perché se è vero che la Juve attraversava un buon momento di forma, e l'Inter un mezzo appannamento (coperto, come un buon fondotinta, dal secondo tempo in terra sicula), è anche vero che poche -ma decisive- intuizioni, quando si affrontano due grandi squadre, fanno la differenza.

Questa volta, la differenza l'hanno fatta tre personaggi in particolare.

Uno è una nostra vecchia ed amatissima conoscenza: un certo Cambiasso Esteban Matias, centrocampista argentino dalla qualità inversamente proporzionale alla criniera, semplicemente granitico in ogni duello. E' lui a passare al setaccio le offensive bianconere, lasciando ripulire quel poco che passa dal secondo personaggio, un Materazzi Marco in grande spolvero, in aria praticamente per tutta la partita per impedire ad Amauri di usare le sue incornate micidiali.

Il terzo personaggio è un tolkieniano Imperatore senza trono, in viaggio per riconquistarlo, costretto per una mezza dozzina di partita a riposo coatto causa bagordi. E proprio la rabbia di un Adriano conservato tanto tempo sotto sale (i maligni direbbero che lui avrebbe preferito sotto spirito) è la chiave più importante di tutte: in coppia con Ibra, un duo d'attacco così dotato di altezza e potenza ha costretto la Juve a tenersi più bassa, ad attaccare con meno uomini e con lo spauracchio che, se la sortita fosse andata male, una volta riconquistata palla uno di quei due avrebbe certamente trovato il modo di innescare l'altro.

E così va, e non poche volte, ma infuocate azioni elaborate dall'Inter trovano in Manninger un pompiere monumentale. Il vice-Buffon sembrava imperforabile, concentratissimo, invincibile. Finché non è arrivato un tiro talmente poco impegnativo da fargli pensare, evidentemente "Nemmeno mi ci spreco": strike di Adriano con due difensori bianconeri -un buffo trio alla caccia di un pallone subito perso- e ciabattata inguardabile di un Ibra troppo smanioso di segnare per riuscirci davvero. Manninger, calcolata l'angolazione, lo considera come il terzo gol mangiato dallo svedese fino a quel momento, e se ne disinteressa. Chi arriva, e cosa ci fa con quell'inatteso regalo, lo abbiamo visto tutti. Grazie, Sulley!

Per il resto, ancora una prova arbitrale poco soddisfacente. Per ben due volte, il gioco viene fermato per un fuorigioco inesistente -uno, ad onor del vero, molto difficile da ravvisare; nel secondo, Ibra è mezzo metro dietro il difensore, e dunque nessuna giustificazione- ed una terza, incredibile, con Adriano lanciato in porta e l'arbitro che ammonisce Amauri senza concedere il vantaggio.

La Juventus inoltre recrimina per un rigore non concesso per presunto fallo di Muntari. Per me non c'era, ma di sicuro è un punto in più per spingere per la moviola in campo.

Lo so, sto diventando biscardiano, ma quando ci vuole...

Ha voglia Mughini a ripetere da anni "Non abbiamo la tecnologia per farlo". Chiunque abbia Sky o veda la Nazionale sulla Rai (in quest ultimo caso, solo quando i moviolisti sono in giornata di grazia) si rende perfettamente conto di come bastino pochi secondi, al massimo trenta, per analizzare l'azione incriminata rallentata e più da vicino, con in più qualche gadget che aiuta nel giudizio come ingrandimenti, o parallele alla linea di fondo. Il tempo occorrente per un'operazione del genere coinciderebbe, peraltro, con quello perso dai difensori per guaire: "Non l'ho neanche toccato!" o dagli attaccanti per latrare: "Ero in linea!". Insomma, non cambierebbe nulla.

O cambierebbe in meglio: niente simulazioni, si era detto ai tempi di quella che a Gila costò la sfida con l'Inter, e maggiore tranquillità dei tifosi. E, e non mi pare poco, arbitri più tranquilli e squadre meno frustrate.

Non me ne vogliano i cugini, scontenti per il rigore concesso al Torino: c'è stato sicuramente un equilibrio per quanto riguarda il Milan, in quanto il rigore contro fischiato ieri sera era dubbio, ma quello a favore che è valso la vittoria contro il Chievo non c'era proprio. Parità.

Ma al Chievo che gli importa? Del rigore "salvaequilibrio" ha beneficiato il Toro, diretto concorrente per la salvezza. E al Milan, con la moviola in campo, avrebbero avuto comunque a favore una punizione dal limite contro i clivensi (il fallo su Kakà c'era) e due punti in più ieri sera.

In tutto questo, la stampa non aiuta: se il Milan vince contro i veronesi con un rigore inventato, nessuno titola mai "Chievo defraudato", e non solo perché è un vocabolo un po' troppo polveroso per un giornale sportivo. Mentre, titolo di oggi del Corriere dello Sport, potrebbe leggere "Milan scippato" se fischia contro una grande squadra.

Il ragionamento, per l'arbitro che vuole vivere tranquillo, è facile: "Nel dubbio, favorisco la più grande in campo. Che sia il Milan, l'Inter, la Juve o il Napoli poco importa, almeno i giornali non mi mangiano vivo il giorno dopo".

Il condizionamento forzato dell'era Moggi è finito, ma restano arbitri giovani, non sempre con le giuste diottrie e costantemente sottotiro da parte della stampa. Non è facile per loro, come per noi tifosi: vedere la nostra squadra vincere in modo dubbio è sempre brutto, e vederla perdere in modo più dubbio la volta dopo, sapendo che è per equilibrare le cose, anche peggio.

Lo ripeto: i tempi sono maturi per la moviola in campo.





Luci a San Siro
Scritto da SNIS, domenica, 23 novembre 2008 alle 15:33
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E' stata una bellissima serata, emozionante, appagante e sofferta al punto giusto. San Siro stracolmo offre sempre un gran colpo d'occhio e un'atmosfera da brivido. Le nostre due curve contribuiscono, presentando uno spettacolo coreografico eccezionale.

Geniale lo striscione apparso al 2° blu, soprattutto per quella freccia ad indicare il settore ospiti:



La Nord invece, stracolma sino all'inverosimile, mostra a tutto lo stadio un "promemoria" sulla differenza fra la nostra e la loro storia:





Poi inizia il match e la girandola di emozioni e sentimenti è infinita. Sofferenza e rammarico per le occasioni fallite si alternano a sensazioni positive sulla buona prestazione offerta dai nostri, fino a quando finalmente tutto viene cancellato dalla gioia per il gol di Muntari. Lo stadio diventa una bolgia e spinge la squadra sino al fischio finale, che sancisce una vittoria bellissima e meritatissima.
Una serata da incorniciare  e da ricordare. E vi garantisco che, ripensando a quanto accadeva sino a pochissimo tempo fa, esultare e cantare al fischio finale con un gobbo mestamente rassegnato seduto accanto a te, come recita una famosa pubblicità, non ha veramente prezzo.




riflettori su:
Scritto da enzuccio92, sabato, 22 novembre 2008 alle 15:29
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ALESSANDRO DEL PIERO


Alessandro Del Piero nato a Conegliano il 9 novembre 1974  è un calciatore italiano, attaccante della Juventus e della Nazionale italiana. È diventato campione del mondo con la Nazionale ai Mondiali di calcio del 2006. Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della FIFA.

Attualmente è il capitano della Juventus, squadra nella quale milita dal 1993. Della squadra bianconera detiene parecchi record, fra cui il record assoluto di marcature (250 gol), oltre al record di marcature in competizioni europee (48 gol) e il primato di presenze in partite ufficiali (575). Considerato un eccezionale talento del calcio italiano, può vantare la convocazione per 3 Mondiali di calcio per nazioni e 4 Europei di calcio per nazioni. Occupa la 77ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer. Nel 2000 è risultato essere il calciatore più pagato del mondo tra stipendio e introiti pubblicitari.

Ha vestito 91 volte la maglia della Nazionale segnando 27 reti, miglior marcatore azzurro in attività e quarto di sempre, a pari merito con Roberto Baggio (ma con una peggior media/gol). Ha fatto parte della selezione che ha vinto i Mondiali di calcio disputatisi in Germania mettendo a segno un gol nella semifinale contro i tedeschi padroni di casa e segnando uno dei rigori decisivi per la conquista del titolo nella finale contro la Francia.

Giocatore fantasista di classe, è un attaccante dotato di un notevole bagaglio tecnico, che gli permette di stoppare il pallone con precisione ed effettuare assist per i compagni di reparto. Il potenziamento muscolare occorsogli nel post-infortunio di Udine, nel 1999, lo ha limitato nell'estro e velocità di esecuzione. Nasce mezzapunta ed è dotato di un tiro sufficientemente potente e preciso con entrambi i piedi, ha il suo vero punto di forza in una grande abilità nell'uno due e nel dribbling ma sempre efficace nel disorientare gli avversari e creare la superiorità numerica, inoltre è un grande specialista nei calci piazzati, con i quali sovente trova l'incrocio dei pali scavalcando la barriera. Dal punto di vista tattico predilige il ruolo di seconda punta anche se è in grado di ricoprire diversi ruoli del reparto avanzato. In passato (in particolare con la nazionale,sotto la guida di Arrigo Sacchi) ha ricoperto il ruolo di ala sinistra, senza però particolare entusiasmo. Inoltre ha agito talvolta anche da trequartista dietro le due punte, mettendo in mostra la sua visione di gioco e le sue qualità di impostazione, ma solo in casi particolari e anche qui comunque controvoglia. Inoltre, secondo le statistiche, è anche un buon rigorista.

Il "gol alla Del Piero"

Negli anni della gioventù, un particolare tipo di gol, realizzato con un tiro a rientrare (o a pallonetto) dal vertice sinistro dell'area di rigore verso l'incrocio dei pali più lontano, realizzato molte volte in sequenza di poche partite (nella stagione 1995/96, soprattutto durante la prima fase a gironi in Champions League), è stato contrassegnato dalla stampa e dal pubblico come "gol alla Del Piero", sebbene si trattasse di un colpo realizzato da tanti altri prima di lui ed anche dopo questa incredibile sequenza, che è stata determinante per l'attribuzione del suo nome a quel gol. A parte l'exploit del 1996, in carriera ha segnato poche altre volte in questo modo, anche a causa del progressivo miglioramento delle sue caratteristiche realizzative che gli hanno consentito di giocare più vicino alla porta

Con la maglia bianconera ha segnato finora 249 gol, di cui 50 su calcio di rigore: 40 in Serie A, 2 in Serie B, 5 in Champions, 3 nelle Coppe italiane. Si è presentato al dischetto degli 11 metri per 63 volte (51 in A, 3 in B, 6 in Champions, 3 nelle Coppe italiane), sbagliando quindi in 13 occasioni.

Il 10 gennaio 2006 supera il record della bandiera storica del club, Giampiero Boniperti, per numero di gol in maglia bianconera, segnando 182 reti. Inoltre, con 45 reti, detiene il record di marcature in competizioni europee con la Juventus.

Fra i bomber di tutti i tempi della Serie A è attualmente al 15° posto con 158 reti, ed è al 2° posto tra quelli in attività, dietro a Francesco Totti (167).

È attualmente terzo tra i giocatori che hanno segnato di più nella stessa squadra, a quota 249 reti con la maglia della Juve, dietro a Meazza, a quota 282 reti con la maglia dell'Inter, Schiavio, a quota 253 reti con la maglia del Bologna, e davanti a Nordahl, a quota 221 reti con la maglia del Milan.

Detiene il record di presenze con la maglia bianconera, con 575 partite ufficiali, superando Gaetano Scirea fermatosi a 552.


Uno dei migliori talenti che il calcio italiano abbia mai sfornato, una delle poche bandiere rimaste in questo calcio moderno.
uno dei pochissimi a ricevere una Standing Ovation al Santiago Bernabeu, in questo momento si trova in un momento strepitoso, quindi oggi come non mai....

ATTENTI A DEL PIERO!!







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