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17 Scudetti
1909/10; 1919/20; 1929/30; 1937/38; 1939/40; 1952/53; 1953/54; 1962/63; 1964/65; 1965/66; 1970/71; 1979/80; 1988/89; 2005/06; 2006/07; 2007/08; 2008/09
2 Coppe dei Campioni
1963/64; 1964/65;
2 Coppe Intercontinentali
1964; 1965;
3 Coppe UEFA
1990/91; 1993/94; 1997/98;
5 Coppe Italia
1938/39; 1977/78; 1981/82; 2004/05; 2005/06;
4 Supercoppe Italiane
1989; 2005; 2006; 2008;


Prossima Partita»

Domenica 24/05/09 ore 15:00
Campionato: Cagliari-INTER

Nerazzurri in rete»

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Credits»

Si ringrazia RocketPanda per la realizzazione del template di questo blog.

Creative Commons License



Inter-Torino: pre-partita
Scritto da SNIS, sabato, 31 gennaio 2009 alle 20:14
Categorie: pre partita | permalink
Commenti: commenti (2)


Dopo la vittoria di Catania e la successiva campagna mediatica anti-Inter portata avanti da alcune testate giornalistiche (peraltro basata sul nulla), si torna finalmente a parlare di calcio giocato. Nella terza giornata di ritorno a S.Siro arriverà il Torino, piombato nei bassifondi della classifica e reduce da due pareggi con Lecce e Reggina. Sulla carta il risultato pare scontato, ma sarebbe un grave errore distrarsi, sottovalutando la compagine piemontese. L'Inter infatti ha dimostrato di soffrire molto gli impegni "facili", trovando spesso difficoltà quando ha affrontato squadre che si chiudono e ripartono in contropiede. Sarà importantissimo tenere alta la concentrazione, per non andare incontro a brutte sorprese. Come a Catania si ripropone l'emergenza al centro della difesa, con i soli Cordoba, Burdisso e Rivas disponibili. A centrocampo, in virtù delle assenze di Vieirà (ancora infortunato) e soprattutto Muntari (squalificato), Josè Mourinho sarà costretto a mischiare le carte, cambiando un'pò l'assetto delle ultime gare. In attacco invece il solo escluso è Balotelli, lasciato di nuovo a casa per scelta tecnica. Ci si aspettano quindi novità e non è da escludere che si possa rivedere il 4-3-3 proposto a inizio stagione.




Altro che Kakà, noi abbiamo Maicon!
Scritto da enzuccio92, venerdì, 30 gennaio 2009 alle 17:49
Categorie: bauscia, il terzino più forte al mondo | permalink
Commenti: commenti (2)


"Io dall'Inter non mi muovo". Maicon ribadisce il suo amore per la società nerazzurra e giura che lui non andrà mai via da Milano.

"Lo assicuro a tutti, società, tifosi, presidente: mi sento bene qua - ha detto il difensore a Sky - mi sento sicuro e anche la mia famiglia lo è ed è contenta. Poi se la società non mi vuole mi cercherò un altro posto, ma non credo che mi lascerà andare via", ha concluso Maicon.
 



QUANTO E' FORTE MAICOOON, QUANTO E' FORTE MAICON, QUANTO E' FORTE MAICOOON!





Scandalo Juve!
Scritto da enzuccio92, venerdì, 30 gennaio 2009 alle 15:43
Categorie: | permalink
Commenti: commenti


"il PM ha la SENSAZIONE che la juve abbia volutamente fatto ampliare il distacco dall'Inter perché non vuole vincere lo scudetto. le "prove" a sostegno della tesi sono 3:

1° nello scontro diretto con l'Inter ha fatto un solo tiro in 90 minuti al 38' del secondo tempo con Del Piero

2° Il Dott. Agricola ha volutamente rallentato i rientri dagli infortuni di Buffon e Trezeguet, così da ampliare il vantaggio dell'Inter a seguito di prove scandalose della squadra.

3° Pavel Nedved non casca più come una volta e così, ottenendo meno fischi a favore, le possibilità realizzative di Del Piero su punizione (sola arma offensiva della squadra) diminuiscono a dismisura.

Per queste motivazioni ho chiesto un accertamento alla Polizia Giudiziaria, anche per verificare l'utilizzo col contagocce di Giovinco, Knezevic e Poulsen.


(hahahaha, si ringrazia l'utente BigMama79 per questa battutaccia)




Ossessione o cazzate?? Il ritorno
Scritto da enzuccio92, venerdì, 30 gennaio 2009 alle 13:41
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Commenti: commenti (4)


Non si può dire altro a proposito del ridicolo e comico scoop presentato da Il Giornale, testata di proprietà della famiglia Berlusconi, che ipotizza che l'Inter abbia volutamente rallentato la corsa scudetto per favorire gli scommettitori.

Già l'articolo si presenta nella solita forma cara al giornalismo da Serie D italiano: si avanza una ipotesi, la si propaga per mezzo articolo e poi la si smentisce a fondo pagina, dato che c'è sempre da chiudere uno spazio. E così il giornalista Fazzo scrive:

Il rapporto di tre pagine è basato prevalentemente su «fonti aperte», cioè pubbliche. È centrato sulla corsa a due tra Inter e Roma per la conquista dello scudetto, sulle oscillazioni del distacco tra le due formazioni e sull’impatto che queste ebbero sul business delle scommesse.

Quindi: si tratta di un rapportino di tre pagine, marginate e scritte al computer, che prende spunto dai giornali... dalle formazioni, dalla classifica della serie A e dall'andamento delle squadre.

Tuttavia, la tesi iniziale viene immediatamente smentita dal rapporto. A dircelo è lo stesso giornalista:

Dalla lettura del rapporto si intuisce che l’ipotesi investigativa - mai esplicitata a chiare lettere, ma inequivocabile nella sostanza - è che l’Inter abbia rallentato deliberatamente la sua corsa al titolo
.

Mai esplicitata a chiare lettere. Che si tratti di un puro cazzeggio della Procura?

Ma il capolavoro viene dopo:

Non è un caso che a essere chiamati in causa con nome e cognome siano due tesserati dell’Inter che risultano in contatto telefonico con il pregiudicato Brescia. Il tecnico Roberto Mancini («la strana scelta di Mancini») e il difensore centrale Materazzi, che nell’incontro col Siena impedisce al rigorista titolare Julio Cruz di calciare un penalty, incaricandosi dell’esecuzione. E sbagliando
.

Sarà per questo che Mancini era incazzato come una iena con Materazzi? Al punto di urlargli una frase un po' meno prosaica di "che cosa stai facendo?" - E come può legittimamente pensare, questo giornalista o chi ha steso il rapporto, che l'Inter avrebbe comunque vinto a Parma?

Il bello viene però alla fine, quando l'articolista decide di smentire tutto quello che ha scritto con biblica fatica cinque minuti prima:

È chiaro che non basta così poco per accusare Mancini, Materazzi o nessun altro di essersi messi al soldo degli allibratori. E infatti - almeno per quanto risulta ufficialmente - non vi sono procedimenti aperti a carico di nessuno. Ma del rapporto impressiona la minuzia con cui si addentra nelle scelte tecniche della panchina nerazzurra.

E allora se non basta così poco perché non la smetti di scrivere vaccate? Se non vi sono procedimenti a carico perché buttare fango sopra dei professionisti che, fino a prova contraria, si sono sempre dimostrati persone perbene. In che cosa si addentra il rapporto? Nella natura dell'infortunio di Ibrahimovic, che giocava mezzo tempo anche agli Europei? Oppure nel mancato utilizzo di altri giocatori infortunati?

La chiosa finale è da brividi: «Sicuramente l’andamento così altalenante tenuto dalla squadra nerazzurra ha generato anche molte e diverse situazioni riconducibili al mondo delle scommesse legali».

Ah ecco si tratta di "scommesse legali"... la classica riapertura delle giocate. A saperlo non avrei cominciato nemmeno la lettura.

ECCO IL RAPPORTO ONLINE... c'è proprio da ridere. Nel rapporto, infatti, viene smentita la tesi del giornalista:

...Generando parecchie polemiche poiché in campo al momento precedente al tiro, il suo comportamento aveva generato una lite con il suo compagno di squadra designato, di fatto non rispettando le disposizioni avute negli spogliatoi da parte dell'allenatore Mancini.

Spostiamo l'Inter in Premier League!!!

Fonte: www.bausciacafe.splinder.com




Ossessione o cazzate???
Scritto da SNIS, giovedì, 29 gennaio 2009 alle 09:21
Categorie: cazate, attacchi mediatici | permalink
Commenti: commenti (10)


In attesa del solito post-partita dell'ottimo Mark Slot, vorrei raccontarvi quanto accaduto ieri sera. Ore 19.00: su Italia 1 comincia Studio Sport, edizione incentrata sul turno infrasettimanale di campionato che si giocherà in serata. La conduttrice Monica Vanali introduce il primo reportage, manco a dirlo sull'Inter, parlando del clima poco sereno con cui sarebbe stata accolta la squadra di Josè Mourinho a Catania. Parte quindi il servizio, dove l'inviato descrive scene di sommossa popolare, con il pullman dei nerazzurri scortato per la città (cosa peraltro che accade sempre e ovunque), tensione intorno all'albergo che ha ospitato la compagine milanese e addirittura la previsione di un cordone di polizia intorno a Josè Mourinho seduto in tribuna, per il quale si auspica la necessità di indossare un cappotto d'acciaio. Insomma, la situazione sembrerebbe molto preoccupante e non farebbe prevedere nulla di buono in vista del match. Si ritorna in studio e, come d'abitudine in questi casi, la linea passa all'inviato a Catania per le ultime notizie sulle formazioni. Antonio Bartolomucci esordisce subito riportando quelle che sono le condizioni ambientali: Inter accolta dagli applausi di alcuni tifosi nerazzurri locali, nessun tipo di tensione intorno allo stadio  e addirittura ci racconta di un Josè Mourinho uscito martedì sera a passeggio sulla Via Etnea. Duranta la camminata il mister avrebbe raccolto applausi, stretto mani e firmato autografi. Poi via con le formazioni e al rientro in studio, forse tra l'imbarazzo generale, Monica Vanali si affretta a cedere la linea all'inviato a S.Siro per farci raccontare di una "notte da Champions League tra Milan e Genoa".

Ora, alla luce di quanto riportato,  faccio una domanda a tutti quelli che accusano noi tifosi interisti di "vedere i draghi": siamo noi ad essere ossessionati dai media o forse sono loro che raccontano cazzate?





Siamo ritornati!!
Scritto da enzuccio92, mercoledì, 28 gennaio 2009 alle 23:04
Categorie: | permalink
Commenti: commenti (3)


Se giochiamo così nemmeno il Manchester mi fa paura!!



E ANDIAMO!!!!!!



Catania-Inter: pre-partita
Scritto da SNIS, mercoledì, 28 gennaio 2009 alle 17:07
Categorie: pre partita | permalink
Commenti: commenti


La seconda giornata di ritorno ci vedrà impegnati in quel di Catania, dove ci attende sicuramente un ambiente "poco simpatico". Le polemiche divampate dopo la partita di andata infatti, hanno contribuito a creare un clima di tensione intorno al match e a Josè Mourinho. La speranza è che non succeda nulla, visto anche il buon rapporto esistente tra le due tifoserie che, anche senza un gemellaggio ufficiale, hanno avuto modo di familiarizzare in occasione dei match in cui Inter e Catania si sono affrontate. Sulla panchina degli etnei ritroveremo uno dei nostri idoli: quel Walter Zenga accolto all'andata a S. Siro come "Uno di Noi".  La partita si preannuncia comunque molto difficile e sono sicuro che  servirà la miglior Inter per uscire indenni dal Massimino.

Se invece, sotto il profilo dell'ordine pubblico, le cose non dovessero filare lisce, forse qualcuno dovrà quantomeno recitare il mea-culpa. Il mondo del calcio è già abbastanza esasperato senza il bisogno di "palate di cemento" e "legnate sui denti". Vero Signor Lo Monaco?





Ma Ndò Annamo??
Scritto da enzuccio92, mercoledì, 28 gennaio 2009 alle 01:09
Categorie: inter, coppe | permalink
Commenti: commenti (4)


Il Manchester vince 5-0 con 12 infortunati, che conta di recuperare entro il 24 di Febbraio

.


(Che dio ce la mandi buona)



Inter-Sampdoria 1-0: le pagelle
Scritto da SNIS, martedì, 27 gennaio 2009 alle 22:39
Categorie: pagelle | permalink
Commenti: commenti


Julio Cesar: 6,5 - Praticamene mai impegnato, si segnala per un'uscita bassa su Pazzini e soprattutto per la parata a fil di sirena su conclusione da fuori di Dessna.
Maicon 6,5 - Offre il solito grandissimo apporto offensivo, solcando più volte la fascia. Da una sua percussione nasce il gol di Adriano, servito con un cross perfetto.
Samuel: 6 - Seppur poco impegnato dagli avanti doriani, si segnala per alcuni ottimi interventi. Costretto ad uscire a fine primo tempo per un problema muscolare.
Chivu: 6,5 - Riportato nella sua posizione naturale di difensore centrale disputa un buon match. Sfortunato, come il compagno di reparto, è costretto ad uscire per infortunio a metà ripresa.
Santon: 6 - In fase difensiva si disimpegna bene, mostrando buona personalità quando si tratta di affondare. Un'pò più bloccato rispetto alla partita di Coppa Italia.
Cambiasso: 6,5 - In ripresa rispetto alle ultime prestazioni, offre una buona copertura davanti alla difesa, dettando i tempi alla squadra. Nel finale di partita, a causa dell'emergenza, è costretto a reinventarsi difensore centrale con buoni risultati.
Muntari: 6 - Offre una prova sufficiente, battagliando in mezzo al campo. Spesso però si perde, commettendo falli davvero ingenui. Stoica la resistenza con la quale resta in campo nonostante una ferita alla testa.
Zanetti: 6 - Tanto lavoro oscuro, ma alla fine uno come lui serve sempre.
Stankovic: 6,5 - Il più pericoloso dei centrocampisti. Corre tantissimo, proponendosi spesso per la conclusione. Sfiora il gol con un gran tiro da fuori che incoccia la traversa.
Mancini 5 - Altro passaggio a vuoto. La sua partita è anonima e priva di spunti significativi.
Adriano: 6,5 - Anche lui è in netta ripresa. Tanto movimento e soprattutto segna il fondamentale gol vittoria. E' ancora lontano però dalla forma migliore.
Cordoba 6: - Sostituisce Samuel e non lo fa rimpiangere. Da segnalare un recupero su Pazzini, che si stava pericolosamente
Maxwell: S.V. - Rileva Chivu e nei pochi minuti in campo è costretto a reinventarsi centrocampista.
Figo: S.V. - Gioca una manciata di minuti al posto di Mancini

.




Dopopartita: Inter-Sampdoria 1-0
Scritto da MarkSlot, martedì, 27 gennaio 2009 alle 18:55
Categorie: dopopartita | permalink
Commenti: commenti (1)


Quella dell'altra sera non sarà stata un'Inter straripante, ma di sicuro abbiamo visto una squadra cinica e compatta, perfetta per affrontare la tignosa squadra di Mazzarri.

A dirla tutta, sono stati quasi interamente 90 minuti (più 6, inspiegabili, di recupero del secondo tempo) a bassa, bassissima intensità. Di noia, più precisamente. Con Ibra e Cassano in campo, quasi certamente sarebbe stata una partita diversa. Uniche emozioni: il gol di Adriano, la traversa di Stankovic e la grande parata di Julio Cesar su Dessena allo scadere.

Non sbaglio di molto quando dico di avere appena raccontato tutto la partita.

Si può però parlare dei temi tattici, in particolare di un inedito (almeno in nerazzurro) Mancini nel ruolo di seconda punta, virtualmente perfetto per pescare Adriano in area coi suo passaggi, e per attirare in fascia i terzini doriani, permettendo qualche inserimento dalle retrovie.

Dico virtualmente perché la soluzione, pur interessante sulla carta, ha funzionato a metà: la prestazione di Amantino non è stata memorabile, ma ha fornito quegli spunti che rendono più che auspicabile una sua riproposizione in quel ruolo (magari con incidenza maggiore sul risultato).

Altro tema caldo è l'ormai celebre "Hai paura?" ringhiato da Mourinho all'arbitro Celi, secondo lui sotto pressione per le critiche piovute ai colleghi e pertanto colpevole di un arbitraggio sfavorevole alla big di turno (noi).

Come spesso accade, lo Special One ha centrato un punto importante: le responsabilità arbitrali. Dopo l'abbozzo di denuncia romanista, quella di presentare un dossier sui torti subiti, la concentrazione dei nostri fischietti è precipitata.

Chissà se la battagliera Rosella Sensi metterà nel suo dossier il fuorigioco di venti centimetri di Mexes (tralaltro, con dinamiche molto simili a quelle del contestato goal interista di Coppa Italia), errore, questo, che ha spianato la strada alla Roma, impegnata contro il Napoli, nello scontro diretto per la Champions.

Non lo cito per intendere che, prima di accusare qualcuno di favoritismi, occorra soppesare anche quanto la sorte ha donato di illegittimo al proprio interesse, e non solo ciò che vi va contro.

Lo cito perché è il primo di una serie di errori maiuscoli nella giornata di campionato appena trascorsa.

La dinamica degli episodi, tuttavia, non grida al complotto: il Milan usufruisce di un rigore inventato, ma non gliene viene concesso uno su Pato e, anzi, ne subisce in apertura uno dubbio, trasformato da Di Vaio; la Fiorentina (al sabato) si vede annullare un gol regolare di Gilardino per fuorigioco inesistente e reclama un rigore -premetto che per me non c'era- su Jovetic; Marchetti, portiere del Cagliari, salterà la prossima sfida per l'ammonizione seguita al rigore (molto dubbio) concesso alla Lazio; il Lecce trova la rete con Castillo servito da un intervento scomposto del compagno di reparto, che tocca vistosamente col braccio...

Probabilmente ne ho anche saltato qualcuno. Il punto è che una mole così cospicua ed eterogenea di sviste mostra chiaramente alcuni fattori: intanto, la malafede è sparita (per fortuna e, spero, per sempre), come ha dichiarato anche un personaggio noto per non mandarle a dire persino negli anni d'oro del Sistema Moggi, ovvero il presidente del Cagliari Massimo Cellino; altro punto: gli arbitri, alcuni molto giovani e molto inesperti, hanno subito il clima di tensione di questi giorni.

E questa forse è la cosa più lampante: non si può pretendere di crescere una classe arbitrale serena e competente in un clima del genere, specie dopo un evento come la bufera che la voce stessa del suo responsabile, dai fascicoli di un'inchiesta, ci racconta.

Certo, dico queste cose dopo aver sputato sull'arbitraggio di Orsato in Coppa Italia, e mi rendo conto che la contraddizione sia evidente. Ma non sono un giornalista, sono un tifoso. La responsabilità che io e i miei colleghi abbiamo nel formare, o contribuire a formare, un'opinione in chi ci legge è minima, e noi stessi subiamo -che ci piaccia o no- l'ottica dominante nella carta stampata. Quella di afferrare un arbitro, spogliarlo e darlo in pasto ai lettori per un rigore non dato o una decisione dubbia.

E in questo, beninteso, non ci vedo solo del male. Mostrare i limiti di un essere umano, in uno sport che sentiamo l'esigenza di sentire pulito, dopo aver scoperto che non lo è stato per tanti anni, può anche essere utile a prendere provvedimenti.

Come, per esempio, (senza scomodare, per ora, la moviola in campo) trovare qualche sistema per incentivare la collaborazione dei giocatori e delle società con il direttore di gara, perchè questo sbagli meno. Non necessariamente con grandi sorrisi e pacche sulle spalle: sarò drastico, ma trovo che se ci fossero dei deterrenti validi ed efficaci per chi si approfitta del fatto che l'abitro non sia, per natura, infallibile, la situazione sarebbe molto più vivibile. Dico per esagerare, ma neanche tanto: hai simulato? Un mese di squalifica, anche dalla Champions ed eventuali convocazioni in Nazionale in quell'arco di tempo.

Non si tratterebbe di condanne troppo pesanti: giuridicamente, penso non sia tanto distante dalla realtà assimilare la simulazione ad un qualunque mezzo illecito per spingere avanti la propria squadra a discapito del regolamento. Al pari del doping, insomma.

Non sarà bello forzare qualcuno all'onestà, ma sarebbe davvero un prezzo troppo alto? A quel punto, l'eventualità di una moviola in campo, da usarsi per tutto ciò che resta affidato solo al caso (come ad esempio un fuorigioco), non sarebbe da considerarsi fantascienza.







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